Ricerca · Misurazione · Strategia

Perché la comunicazione della sostenibilità va accentrata sul sito

La sostenibilità di un’azienda è quasi sempre raccontata a pezzi. Un post che dura due giorni, un comunicato stampa che nessuno archivia, un bilancio in PDF che vive per conto proprio, una brochure di fiera, una risposta al questionario di un cliente.

Ogni pezzo, preso singolarmente, è corretto. Insieme non costruiscono niente, perché non si trovano nello stesso posto e non si sostengono a vicenda.

Il sito aziendale è l’unico luogo nel quale questa dispersione può essere ricomposta. Non per ragioni di marketing, ma per tre proprietà che nessun altro canale possiede: le informazioni restano nel tempo, sono raggiungibili da chiunque e possono essere collocate accanto alle prove che le sostengono.

Il problema della dispersione

Un contenuto social ha una vita di poche ore e non viene archiviato in modo consultabile. Un comunicato stampa viene ripreso oppure no e, in entrambi i casi, l’azienda non controlla dove finisce. Un PDF scaricabile, se non è collegato al resto del sito, non viene trovato da chi non sa già che esiste.

Il risultato è che l’impegno di un’azienda può essere reale, continuo e documentato, ma apparire comunque episodico a chiunque provi a ricostruirlo dall’esterno.

È esattamente ciò che il Report Comunicazione della Sostenibilità – Best Website 2025 rileva in quasi tutti i settori analizzati: iniziative presenti ma non ricondotte a una strategia, contenuti non aggiornati e informazioni che esistono ma non sono raggiungibili.

Il sito è l’unico luogo in cui la prova sta accanto all’affermazione

Dal 27 settembre 2026 il decreto legislativo 30/2026 vieta le asserzioni ambientali generiche e i claim non dimostrabili.

Il principio che conta per chi scrive, però, viene prima della norma: la verità di un’affermazione non basta a renderla difendibile se chi legge non viene messo nelle condizioni di verificarla.

Questo sposta il problema dal testo all’architettura della pagina:

  • Dove si trova il documento che sostiene il claim?
  • Quanti clic servono per raggiungerlo?
  • È aggiornato?
  • È leggibile da telefono?

Su un post non si può fare. In una brochure nemmeno. Sul sito sì: il claim e la sua prova possono trovarsi a un clic di distanza e restarci.

Cosa misura il modello sulla reperibilità

Nel modello OSEC la capacità di far trovare le informazioni non è un aspetto tecnico separato: è distribuita fra due delle quattro dimensioni e ha un peso specifico.

Nella dimensione Ergonomia rientrano:

  • il rispetto degli standard di accessibilità W3C;
  • la funzionalità multilingua;
  • gli strumenti di navigazione;
  • la funzione di ricerca;
  • l’accesso diretto alle informazioni;
  • i tempi di caricamento;
  • la mappa del sito;
  • la navigabilità da dispositivi mobili;
  • l’assenza di link non raggiungibili.

Nella dimensione Contenuti rientrano:

  • la rintracciabilità delle informazioni sulla sostenibilità dalla homepage;
  • la visibilità sui motori di ricerca;
  • la chiarezza nella classificazione delle informazioni;
  • la chiarezza dei termini e delle sigle;
  • la presenza di un glossario e di FAQ sulla sostenibilità;
  • la coerenza fra grafici e testi;
  • la presenza dei contatti dei responsabili;
  • l’aggiornamento dei contenuti.

Sono tutti requisiti che riguardano una cosa sola: verificare se un’informazione può essere trovata, compresa e controllata da chi non sa già dove cercarla.

Il dato: siti veloci, informazioni introvabili

Nella ricerca 2025 l’Ergonomia è la dimensione con le prestazioni migliori, con una media pari al 68% del punteggio disponibile.

I siti aziendali italiani sono responsive, veloci, con menu chiari e percorsi di navigazione ordinati.

Eppure, all’interno di quegli stessi siti, le informazioni sulla sostenibilità restano difficili da raggiungere.

La ricerca rileva che raramente le sezioni dedicate sono accessibili direttamente dalla homepage o indicizzate in modo efficace sui motori di ricerca. La classificazione dei contenuti è spesso disordinata e mancano sistematicamente gli strumenti che rendono un’informazione interrogabile, come grafici esplicativi, glossari e FAQ.

È una distinzione che vale la pena mantenere: un sito può essere ben realizzato e, comunque, non permettere di trovare ciò che conta.

La qualità tecnica non produce automaticamente reperibilità.

L’accessibilità non è un tema di web design

Il dato più ricorrente e meno commentato della ricerca è la diffusa carenza di conformità agli standard W3C, che riguarda anche siti curati sotto ogni altro aspetto.

Gli standard di accessibilità garantiscono che le informazioni siano fruibili anche da persone con disabilità o limitazioni sensoriali.

Un’azienda che rendiconta la propria attenzione alle persone e pubblica queste informazioni in una forma che una parte delle persone non può leggere ha un problema di coerenza fra ciò che dice e il modo in cui lo dice.

Nel modello questa incoerenza pesa due volte: sull’accessibilità e sulla coerenza dei contenuti.

Fuori dal modello pesa in modo ancora più semplice, perché chiunque può notarla.

Il sito come fonte, gli altri canali come richiamo

Accentrare non significa rinunciare agli altri canali. Significa cambiarne il ruolo.

Il social serve a portare l’attenzione, non a contenere la prova. Il comunicato stampa serve a generare copertura e funziona meglio se rimanda a una pagina che resta. La presentazione commerciale serve alla relazione, ma il cliente che vuole verificare torna sul sito.

La regola può essere riassunta così: ogni affermazione sulla sostenibilità fatta altrove dovrebbe avere una pagina sul sito che la sostiene.

Se quella pagina non esiste, l’affermazione è più fragile di quanto sembri.

Come cambiano i luoghi in cui si cercano le informazioni

Su questo punto conviene essere precisi su ciò che si sa e ciò che non si sa.

Il modo in cui le persone cercano informazioni sta cambiando e, con esso, sta cambiando il ruolo dei sistemi che le raccolgono e le riassumono.

L’Osservatorio ha inserito tra i propri temi di ricerca la coerenza e l’etica della comunicazione corporate alla luce delle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale, ma non dispone ancora di dati propri su come questi sistemi trattino le informazioni sulla sostenibilità delle aziende. Quando li avrà, li pubblicherà.

Quello che si può affermare fin da ora è una conseguenza logica, non una previsione: i requisiti che rendono un’informazione trovabile e comprensibile per una persona sono gli stessi che la rendono utilizzabile da qualunque sistema.

Significa pubblicare:

  • contenuti in formato testuale e non all’interno di immagini;
  • una struttura ordinata con titoli espliciti;
  • una terminologia coerente;
  • dati presentati in modo leggibile;
  • fonti chiaramente indicate;
  • pagine raggiungibili senza percorsi tortuosi.

Sono, non a caso, gli stessi requisiti che il modello OSEC misurava già prima che il tema si ponesse.

Sette controlli da fare sul proprio sito

  1. La sezione dedicata alla sostenibilità è raggiungibile dalla homepage con un clic?
  2. Compare nei risultati di ricerca quando si cerca il nome dell’azienda insieme alla parola “sostenibilità”?
  3. I dati principali sono pubblicati come testo oppure sono racchiusi in immagini e PDF?
  4. Ogni affermazione ha un documento collegato e quel documento è aggiornato?
  5. Il sito rispetta gli standard di accessibilità W3C?
  6. Esiste una versione nelle lingue dei mercati nei quali l’azienda opera?
  7. È indicato un contatto per chi desidera approfondire i temi legati alla sostenibilità?

Sono sette domande alle quali è possibile rispondere in mezz’ora e ciascuna corrisponde a un requisito misurato dal modello.

Domande frequenti

Dove va inserita la sezione sulla sostenibilità di un sito aziendale?

In una posizione raggiungibile dalla homepage e dal menu principale.

La rintracciabilità dell’informazione dalla homepage è uno dei requisiti misurati dal modello OSEC e, nella ricerca 2025, risulta soddisfatta raramente.

Serve un sito dedicato alla sostenibilità o basta una sezione?

Nella grande maggioranza dei casi basta una sezione ben strutturata e collegata al resto del sito.

Un dominio separato disperde l’autorevolezza e complica proprio ciò che si vuole ottenere: permettere alle persone di trovare le informazioni.

Che cosa sono gli standard W3C e perché contano per la sostenibilità?

Sono standard internazionali che rendono i contenuti web fruibili anche dalle persone con disabilità.

Contano perché un’informazione non accessibile è, per una parte del pubblico, un’informazione assente. Un’azienda che comunica attenzione alle persone e non rispetta questi standard si contraddice.

Il bilancio di sostenibilità in PDF è sufficiente?

No. Un PDF non è indicizzato come una pagina web e non è accessibile a tutti gli utenti.

Conviene affiancargli una sintesi navigabile pubblicata in una pagina, con i dati chiave disponibili in formato testuale.

Ogni quanto devono essere aggiornati i contenuti sulla sostenibilità?

Il bilancio deve essere aggiornato con cadenza annuale, mentre le notizie e i contenuti correlati devono essere pubblicati con frequenza regolare.

L’aggiornamento è un requisito misurato: una sezione ferma comunica un impegno interrotto.

Fonti

  • Report Comunicazione della Sostenibilità – Best Website 2025, Osservatorio sulla Comunicazione della Sostenibilità
  • Modello OSEC, Sustainability Communication Centre, Università degli Studi di Salerno
  • Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30

L’Osservatorio sulla Comunicazione della Sostenibilità applica il modello OSEC per valutare la comunicazione della sostenibilità sui siti aziendali.

È possibile richiedere un audit del proprio sito e verificare come si posiziona rispetto ai criteri del modello e alla media del proprio settore.

Vuoi essere tra i protagonisti della prossima edizione?

Sono aperte le iscrizioni per i CS Awards 2026, il primo riconoscimento in Italia dedicato alla comunicazione della sostenibilità sui siti aziendali, assegnato sulla base di un modello scientifico di misurazione.

Candidare la propria organizzazione significa ottenere la fotografia del proprio posizionamento, il confronto con il settore di appartenenza e la possibilità di essere riconosciuti come best practice a livello nazionale.

Iscriviti ai CS Awards 2026

Potrebbe interessarti anche...